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Molti mesi fa, nell’imminenza delle elezioni Comunali frusinati, il candidato a Sindaco, Avvocato Nicola Ottaviani aveva più volte pubblicamente affermato di voler riportare legalità e trasparenza ad una amministrazione sconquassata da opacità, dissidi, e polemiche a non finire. «Neanche a Corleone succedono queste cose” – tuonò l’allora candidato a sindaco Nicola Ottaviani in merito al concorso per istruttore direttivo al COL- “si riparlerà dopo il voto, una volta insediata la nuova amministrazione», Peccato che il finale sia andato oltre ogni limite di immaginazione assumendo i caratteri di un grottesco reality.

 

Nel contempo, eletto Sindaco, si è svolto il concorso temporaneamente sospeso in campagna elettorale, e molti di quei giovani partecipanti che speravano in un clima migliore, si sono trovati a recitare la parte di comparse di un film tragicomico già scritto, per le modalità con cui si è svolto e per l’esito finale.

 

Ma l’amarezza non terminò con la conclusione del concorso: il Sindaco, in un primo momento si erse a paladino della trasparenza, in quanto su sollecitazione di ben cinque candidati che formalmente misero in luce nero su bianco le presunte irregolarità, prese l’impegno di avviare un’indagine interna, paventando la possibilità di annullamento in quanto invalido e senza copertura finanziaria. Intanto, spirarono i giorni, i mesi, e come la sibilla cumana, oscillante fra “il forse che si –forse che no”, mentre esplodeva il problema dedito pubblico frusinate, nel ben mezzo del dibattito in merito alla spending review, non fece nulla per dare risposte concrete.

 

O meglio, formalmente non fece nulla, perché mentre i ragazzi ogni giorno guardavano l’albo pretorio per avere delucidazioni, sostanzialmente, in spregio al concorso bandito che prevedeva l’assunzione “a tempo indeterminato”, decideva di convertirlo “a tempo determinato”, con l’aggravante che di tale delibera non si è rinvenuta traccia fino a quando deliberata la conversione, con un accesso agli atti un candidato insospettito ha fatto emergere la “mancanza” sull’albo pretorio di tale delibera, con conseguente impossibilita di ricorso per i partecipanti.

 

Ma il funambolismo del primo cittadino è degno di una commedia di Plauto, e  così dopo la conversione si ritorna al principio di realtà amministrativa: invero, con la recentissima delibera di Giunta n° 146 dell’8 aprile ha provveduto a rideterminare la pianta organica per sovrannumero dei dipendenti, in stridente contrasto però con quanto deliberato con la conversione, e soprattutto con quanto affermato sul quotidiano “il messaggero”di voler accedere al fondo salva comuni per l’esigenza di spalmare il debito dell’ente in 10 anni.

 

In questa vicenda il primo cittadino, come in una commedia di Plauto ha cambiato più volte maschera, da garante della legalità, a indecisa sibilla cumana, per terminare con la gattopardiana ed italica figura di “homo novus” che cambia tutto affinchè nulla cambi. Peccato che le conseguenze di questa vicenda siano: un aggravio ulteriore di spesa per l’ente, un concorso farsa, uno schiaffo alla trasparenza amministrativa e alle speranze dei giovani partecipanti al concorso.

ottaviani

 

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FROSINONE, ANNO ZERO! La nostra provincia da mesi vive scandali che squassano la classe politica, alimentano l’antipolitica, e da pendant vedono la cittadinanza fuggire dai dibattiti pubblici.

Dallo scandalo Fiorito, passando per l’entourage del Presidente Abruzzese, alle varie “colpe” dei consiglieri regionali e comunali. Uno tsunami insomma, che dovrebbe far segnare lo zero da cui ripartire. E’ così?!

Se guardiamo alla realtà no, anzi la situazione sembra peggiore. Così capita che partecipare ad un concorso bandito in piena campagna elettorale comunale, per il reclutamento di 3 istruttori direttivi al Centro orientamento lavoro, si trasformi sulla pelle dei candidati in un film tragicomico, che le selezioni di accesso a pochi giorni dalla conclusione e per le modalità in cui si sono svolte assumano i caratteri di un grottesco ed esilarante reality. «Neanche a Corleone succedono queste cose – tuonò l’allora candidato a sindaco Nicola Ottaviani – del concorso si riparlerà dopo il voto, una volta insediata la nuova amministrazione», peccato che il finale sia andato oltre ogni limite.

Sembrava una speranza tale monito, ma le speranze sono state subito spente; il perché è cronaca: già dalle prove pre-selettive c’era qualcosa che non andava, in quanto per una strana interpretazione molto elastica della discrezionalità amministrativa, coloro che lavoravano internamente all’amministrazione hanno riportato un punteggio molto elevato.

A quel punto pensai, il grado qui è elevatissimo se con il mio curriculum c’è chi ha ben 5 punti più di me! Ma le sorprese dovevano ancora arrivare! Seguiranno altre due prove, che con relativa facilità supero. Ma ancora dai risultati si scorgono iperbolici voti, che riportano sempre gli stessi nomi. “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” affermava il divo Andreotti, e così iniziano a serpeggiare sospetti. Arriva il giorno del colloquio-prova orale, a cui ho partecipato più per curiosità, per ammirare i magici 3, che per provare a far saltare il banco! Qui inizia il reality: i tanti ed alcuni  candidati anche più preparati di me, che hanno studiato mole di testi, o che quel posto lo ricoprono presso altre amministrazioni, iniziano la selezione. Strano poi, a ripensarci, che la Commissione sia composta da coloro che sono stati datori di lavoro dei tre che risulteranno vincenti. Ebbene, se ne sentono di tutti i colori! Alla domanda quale è la differenza tra pubblico ufficiale ed incaricato di pubblico servizio,  per  uno dei tre il discrimine è dato dal fatto che i primi “esternano l’indirizzo politico”(??!!); Ad uno di essi viene chiesto chi approva il Bilancio. E la risposta è stata: ”la Giunta”». Mentre tutti sanno che il Bilancio lo approva il Consiglio; infine rimembro che alla domanda su cosa sia il Peg, piano esecutivo di gestione, la risposta è confusa ed incerta, senza poi tralasciare l’imbarazzante test di inglese di alcuni.

Risultato, stavamo vivendo un reality, dove l’importante per gli altri candidati come me è stato apparire, partecipare ad un esito che già era scritto. Adesso chi risarcirà il tempo perduto e i costi sostenuti? Cosa ne sarà di noi idonei in quella graduatoria? Non vorrei che dopo il danno anche la beffa, ovvero che dopo le selezioni accurate per i prossimi istruttori si riparta da ZERO!

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