bansky-sale_ends_today“Non c’è niente di più pericoloso che illudersi di aver trovato una soluzione semplice ad un problema complesso!”-

Questa frase che al tempo stesso costituisce anche un’osservazione prospettica mette in luce tutte le fallacità ed i pericoli insiti nelle soluzioni propinate e spesso improvvisate nel nostro mondo dagli statisti ed operatori più affermati, fino ai saltimbanchi moderni e neo-azzecarbugli che stanno invadendo tutti gli spazi da quello economico -politico fino a quello culturale.

C’è  insomma crisi! Ma che tipo di crisi e quante crisi ci sono?

Crisi, la parola più ricorrente, nella nostra quotidianeità, da quella economica a quella sociale, ambientale, politica, per poi focalizzarsi su quella strictu sensu di valori che ne costituisce il tratto comune alle sue varie declinazioni e che potrebbe invece rappresentare la chiave di volta e la soluzione da adottare.

Purtroppo, nonostante il benessere  anche materiale in cui viviamo, la nostra epoca sarà ricordata come quella popolata da nuovi barbari, tecnologicamente muniti di ogni marchingegno moderno, dandy della nuova epochè, ma moralmente e spesso anche culturalmente e professionalmente poveri, carenti, invisibili.

Ci sarebbe bisogno come ha chiaramente affermato Roberto Benigni nella sua innovativa declinazione dei principi della Costituzione della cultura umanista e dei sui più infaticabili alfieri, gli “umanisti”, ormai relegati dal “mercato del lavoro” a casta infima da isolare o solo sfruttare.

Ci vorrebbe un renaissance moderno di quei valori che hanno ispirato e fatto da detonatore al bello sia in senso estetico che in campo relazionale, contribuendo a rendere la nostra Nazione la culla della modernità, quando nel resto del mondo il buio dell’incultura dominava.

Ma potranno i nuovi ed invisibili “umanisti”, sbeffeggiati anche nello slang televisivo come”umanitari”, ritagliarsi uno spazio pubblico di dibattito, e tentare di  contrastare e vincere i nuovi barbari?

Analizzando freddamente i presupposti, in assenza di riviviscenza di tale armata di invisibili riservisti depositari dei valori umanisti, la risposta è negativa e gli scenari cupi.

Siamo  pertanto destinati ad avvitarci in una povertà, dapprima percepibile solo come  meramente economica, ed in seguito anche culturale e sociale, che potrebbe spalancare le porte ad un nuovo medioevo?

L’anno che verrà porta con se mille speranze ma anche paure: i nuovi barbari bussano alle porte e le loro orde in doppiopetto ed iphone, famelicamente si preparano a sgretolare le fondamenta del nostro vivere civile ed i valori che ne costituiscono gli enzimi e gli anticorpi contro i vari vulnus che nascono dalla parte oscura dell’umanità.

Umanisti se ci siete battete un colpo….

 

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FROSINONE, ANNO ZERO! La nostra provincia da mesi vive scandali che squassano la classe politica, alimentano l’antipolitica, e da pendant vedono la cittadinanza fuggire dai dibattiti pubblici.

Dallo scandalo Fiorito, passando per l’entourage del Presidente Abruzzese, alle varie “colpe” dei consiglieri regionali e comunali. Uno tsunami insomma, che dovrebbe far segnare lo zero da cui ripartire. E’ così?!

Se guardiamo alla realtà no, anzi la situazione sembra peggiore. Così capita che partecipare ad un concorso bandito in piena campagna elettorale comunale, per il reclutamento di 3 istruttori direttivi al Centro orientamento lavoro, si trasformi sulla pelle dei candidati in un film tragicomico, che le selezioni di accesso a pochi giorni dalla conclusione e per le modalità in cui si sono svolte assumano i caratteri di un grottesco ed esilarante reality. «Neanche a Corleone succedono queste cose – tuonò l’allora candidato a sindaco Nicola Ottaviani – del concorso si riparlerà dopo il voto, una volta insediata la nuova amministrazione», peccato che il finale sia andato oltre ogni limite.

Sembrava una speranza tale monito, ma le speranze sono state subito spente; il perché è cronaca: già dalle prove pre-selettive c’era qualcosa che non andava, in quanto per una strana interpretazione molto elastica della discrezionalità amministrativa, coloro che lavoravano internamente all’amministrazione hanno riportato un punteggio molto elevato.

A quel punto pensai, il grado qui è elevatissimo se con il mio curriculum c’è chi ha ben 5 punti più di me! Ma le sorprese dovevano ancora arrivare! Seguiranno altre due prove, che con relativa facilità supero. Ma ancora dai risultati si scorgono iperbolici voti, che riportano sempre gli stessi nomi. “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” affermava il divo Andreotti, e così iniziano a serpeggiare sospetti. Arriva il giorno del colloquio-prova orale, a cui ho partecipato più per curiosità, per ammirare i magici 3, che per provare a far saltare il banco! Qui inizia il reality: i tanti ed alcuni  candidati anche più preparati di me, che hanno studiato mole di testi, o che quel posto lo ricoprono presso altre amministrazioni, iniziano la selezione. Strano poi, a ripensarci, che la Commissione sia composta da coloro che sono stati datori di lavoro dei tre che risulteranno vincenti. Ebbene, se ne sentono di tutti i colori! Alla domanda quale è la differenza tra pubblico ufficiale ed incaricato di pubblico servizio,  per  uno dei tre il discrimine è dato dal fatto che i primi “esternano l’indirizzo politico”(??!!); Ad uno di essi viene chiesto chi approva il Bilancio. E la risposta è stata: ”la Giunta”». Mentre tutti sanno che il Bilancio lo approva il Consiglio; infine rimembro che alla domanda su cosa sia il Peg, piano esecutivo di gestione, la risposta è confusa ed incerta, senza poi tralasciare l’imbarazzante test di inglese di alcuni.

Risultato, stavamo vivendo un reality, dove l’importante per gli altri candidati come me è stato apparire, partecipare ad un esito che già era scritto. Adesso chi risarcirà il tempo perduto e i costi sostenuti? Cosa ne sarà di noi idonei in quella graduatoria? Non vorrei che dopo il danno anche la beffa, ovvero che dopo le selezioni accurate per i prossimi istruttori si riparta da ZERO!


Il venerdì, il giro di boa della settimana, il meritato riposo lavorativo per chi ce l’ha fortunatamente, il momento in cui ognuno di noi si lascia momentaneamente alle spalle il fardello di preoccupazioni quotidiane e di faccende più o meno importanti per godersi un po’ di pace in questo mondo sempre più caotico e anarcoide. Questo il pensiero dopo la sveglia, mentre ascoltando la radio, già pregustavo lo “spacco” dagli impegni per potermi allenare.

Ma la sorpresa/incubo era dietro la porta!

Ore 11:30 Centro sportivo Giuseppe Panico (ex trecce), mi avvio verso il famoso box delle “meraviglie”, ovvero quella porzione di container adibito ormai da tempo a spogliatoio per potermi cambiare, e la prima sorpresa si staglia come un abbaglio ai miei occhi increduli: la porta è priva del vetro, quindi chiunque potrà per sua sfortuna vedermi ignudo! Già il cuore palpita per la preoccupazione, varco la porta e…l’apocalisse!! Il pavimento è un acquitrinio misto di fango e capelli e peli di vario genere, l’odore rasenta il tanfo, vicino i bagni si scorgono udite bene residui di escrementi!! Risultato, mi sono cambiato a cielo aperto.

Non si tratta della trama di un film, un horror indipendente e a basso costo come quello diretto da Tobe Hooper , ma dello scempio, che dopo ben due comunicati ancora permane. Ripropongo le domande formulate che ancora oggi non vedono risposte concrete:

  • Forse le tasse pagate dai contribuenti che praticano atletica hanno minor valore rispetto a quelle degli sport più popolari?

  • Perché dobbiamo essere discriminati in maniera così netta ed irragionevole, se oltre a vederci negato un box per cambiarci (il secondo era chiuso) anche la normale pulizia ed igiene ci sono precluse?

  • Quale “buona causa” o “interesse superiore” giustificano tutto ciò?

  • Quali le cause remote di tanta Negligenza, imperizia, indifferenza, nei nostri confronti?

  •  

Aggiungo inoltre una riflessione: ma davvero l’igiene che costituisce uno dei pilastri del diritto alla salute di rango costituzionale consacrato nell’art. 32 non desta scandalo e preoccupazione in chi amministra??

Inoltre, com’è possibile che le autorità sanitarie locali non si curino MAI di venire a controllare con un semplice tampone il grado di igiene e certificarne l’agibilità?

L’igiene non è solo un diritto dell’individuo e della collettività, ma soprattutto un dovere morale e un obbligo giuridico che i pubblici poteri DEVONO garantire.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

La Dirigenza del Sora Runners Club.


Cronaca tragicomica di un podista-Martedì 21 agosto ore 8:30 centro sportivo Giuseppe Panico
….Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente…

Come spesso accade a molti frequentatori e atleti che quotidianamente si allenano presso il complesso sportivo Giuseppe Panico(ex Trecce), dopo l’attesa per l’apertura dei box, nell’affacciarmi allo spogliatoio questo spezzone di Dante è riecheggiato con veemenza e rabbia ancora una volta nella mia mente.

Purtroppo stamane come da più di un mese a questa parte abbiamo costatato ancora lo stato di abbandono totale e il degrado in cui versa la struttura: spogliatoi che dopo essere stati aperti per un mese giorno e notte(!!!??), improvvisamente erano chiusi alle 8:30 orario di apertura, acqua oltre la normale tollerabilità del freddo, spogliatoi da pulire, insomma anarchia totale!!

Non è bastato lo sgradevole e imbarazzante episodio di qualche anno fa che ha visto vittima un campione inglese di salto in lungo, il quale nell’imminenza delle sue nozze ad Arpino e nella necessità di allenarsi per le Olimpiadi di Pechino, si vide costretto a scavalcare i cancelli per utilizzare la di struttura sportiva; nemmeno il gesto necessitato compiuto dal Sora Runners Club qualche mese addietro, di risistemare la sbarra delle siepi a terra da più di sei mesi ha risvegliato un minimo di sensibilità da parte di chi dovrebbe monitorare costantemente e provvedere almeno mensilmente al mantenimento delle strutture; è svanita nel vuoto anche la proposta sempre della stessa associazione anni or sono di autogestirsi un box o uno spazio del complesso Panico, caricandosi anche economicamente la relativa pulizia e connesso mantenimento; di recente, nemmeno il grido di dolore di un ragazzino dell’atletica Sora, ha avuto l’effetto di smuovere qualche coscienza: insomma non sono mai state nel corso degli anni accolte le più semplice proposte  avanzate da chi quegli spazi li vive con quotidianità e con rispetto, in confronto invece ad altri utilizzatori spesso privilegiati e poco rispettosi di essi.

Ci sentiamo come chi pratica altri sport ( meno popolari) figli di un Dio minore, con prospettive ancor più cupe. Mancano le più basilari conoscenze delle esigenze di chi pratica sport, manca qualunque programmazione a lungo termine, spesso manca anche qualcuno che recepisca le istanze ma che soprattutto le traduca in fatti concreti. Non bastano eventi pur di ampio respiro a carattere sportivo a lenire il dolore di sentirsi e vedersi l’ultima ruota traballante di un carro che deraglia sempre più.

Non vorrei un giorno che fossimo costretti o ad a emigrare verso altre città per praticare attività sportiva, o nella peggiore delle ipotesi a dover rinunciare a essa. Non chiediamo certo il “Paradiso”, né gli standards di Rieti o Formia.

 Solo buon senso.

La dirigenza del Sora Runners Club


Mentre il pericolo spread sembra ormai quasi neutralizzato e il sistema Italia dirigersi verso migliori e più tranquilli porti, i cittadini-contribuenti cominciano lentamente a prendere coscienza della modifica sul piano contributivo predisposta quasi sottotraccia dal Governo Berlusconi-Bossi ( la cui concreta e compiuta operatività tuttavia vedrà la luce nel 2014) ma che purtroppo sarà applicata in via sperimentale già dal 2012 dal Governo Monti : l’IMU.

Nell’ottica del federalismo fiscale, nella sua forma più diretta, tale imposta doveva sostituire e razionalizzare:

  • la componente immobiliare dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali (dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati);

  • l’imposta comunale sugli immobili, l’ICI;

Come però è noto, a causa del trascorrere della maggior parte del loro tempo sulla luna o in altre faccende poco istituzionali, la compagine guidata dall’ex governo Berlusconi, in un primo tempo e con effetti devastanti per i fragili bilanci comunali, ha sostenuto la sua disapplicazione per il possesso della prima casa(e delle relative pertinenze).
Improvvisamente, tornati dalla luna e dismesse le altre faccende affaccendate, costretti a dover “cedere lo passo” (l’armata Brancaleone, 1966 M.Monicelli, incontro fra i due Papi), il subentrante governo Monti si accorge però che non è possibile “strategicamente” aspettare il 2014, viste le drammatiche esigenze di nuove entrate (facili da imporre e da ottenere, non rispondendo nei confronti degli elettori) piuttosto che una riduzione consistente e mirata della spesa pubblica (formalmente condivisa ma nei fatti osteggiata dalle lobby e dalle varie corporazioni).
Quindi la stringente necessità di far cassa, anche in maniera rozza e confusionaria (come dallo stesso premier Monti è stata definita l’operazione), in luogo di una organica e graduale riforma fiscale, i già sfiancati contribuenti si trovano a “fare i conti” con l’IMU “sperimentale”, con modifiche varie in maniera poco chirurgica, includendo ovviamente il piatto più ricco, la tassazione della prima casa.
Ciò premesso, l’attività di opposizione di Patto Democratico per Sora di carattere costruttivo e mai strumentale alle azioni dell’attuale maggioranza, è stata ed è per tutti evidente. Oggi la rendiamo ancor più propositiva attraverso la richiesta al Sindaco di valutare tre possibili e fattibili azioni che hanno il pregio e la finalità di limitare ed attenuare gli effetti devastanti di una fortissima pressione fiscale, stimata al 45,6%, a tutela di tutta la cittadinanza ed in particolare delle fasce più disagiate che articoliamo analiticamente nelle seguenti proposte:

  • Tenuto conto che la nostra precedente amministrazione ha gestito il bilancio comunale in regime di esenzione totale ICI sulla prima casa, tenuto conto degli aumenti del moltiplicatore (160 anzichè 100 + rivalutazione del 5% delle rendite) creando una base imponibile molto alta, invitiamo il Sindaco e la maggioranza a non cadere nel gioco al rialzo attraverso l’utilizzo della forbice concessa per le abitazioni principali: proponiamo di riconoscere sull’aliquota del 4 per mille sulla prima casa la riduzione del 2 per mille attraverso politiche mirate di sostegno a famiglie più bisognose, per esempio in funzione del reddito, per numerosità, disoccupazione o altri casi di attenzione sociale;

  • Per tutti gli immobili che non sono abitazione principale (anche quelli produttivi e commerciali), la tassazione del 7,6 per 1000 con una forbice del 3 per mille a discrezione dell’ente Comunale, rappresenta il maggior rischio di salasso per i nostri concittadini (si potrebbe arrivare ad aliquota del 10,6 per 1000), proponiamo di inserire tutele, come per esempio potrebbe essere una riduzione mirata per le case locate a canone concordato, al contrario penalizzare quelle sfitte o di proprietà di banche e assicurazioni;

  • Le disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale prevedono anche un coinvolgimento diretto della casa Comunale nella lotta all’evasione attraverso l’invio all’agenzia delle Entrate di segnalazioni e informazioni utili all’accertamento di tributi o indizio di evasione fiscale, ricevendo in cambio il 100% delle imposte recuperate e delle sanzioni; sollecitiamo la sottoscrizione di un accordo con l’agenzia delle entrate che preveda come minimo il contrasto a fenomeni evasivi, con particolare riguardo all’economia sommersa e all’utilizzo del patrimonio immobiliare in evasione delle relative imposte, che preveda verifiche su soggetti che abbiano trasferito fittiziamente all’estero nei paesi black list la residenza, che preveda il controllo dei fabbricati locali, che preveda il controllo delle plusvalenza da cessioni di aree edificabili e fabbricati, al pari di accordi sottoscritti da altri grandi centri urbani.

Fatte queste considerazioni, ad un anno dall’insediamento è giunto il momento per questa amministrazione di fare delle “scelte politiche” vere in un momento così delicato e drammatico, dopo vari colpi di teatro e formali prese di posizione nell’assise comunale che celavano battibecchi o bilanciamenti di potere interno; nella natura del federalismo fiscale, ribadiamo la necessità di misure concrete con impatto diretto ed immediato sui cittadini.
E’ in tale direzione e per questi motivi che la nostra opposizione sarà infinitamente più presente ed altrettanto disponibile al confronto, se troveremo interlocutori liberi e capaci di pensare secondo giustizia ed equità sociale.

Il Gruppo di lavoro Area economico-giuridico di Patto Democratico per Sora: Dott. Mario Ottaviani – Dott. Valentino Cerrone

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