Ascoltando Manuel Marín, ex presidente della Commissione europea in una tavola rotonda sul futuro dell’Europa, ho ripensato ad una frase della lettera di Freud ad Einstein “L’Unione reggerà alle attuali sollecitazioni, a patto che divenga possibile per i cittadini una nuova identificazione”.

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E’ evidente che le elezioni di maggio sono sia un verdetto sulla gestione della crisi sia una possibilità di appello per i partiti politici. Il modo di gestire la crisi mediante l’austerità è stato inefficace: le tensioni sociali sono aumentate, la credibilità delle UE è diminuita, la ripresa stenta. I due principali partiti oscillano tra due soluzioni diverse, riforme per i popolari, fine dell’austerità e crescita per i socialisti.
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Nella settimana più densa di avvenimenti nella politica nazionale, nella quale si profila un rapido cambio del Presidente del Consiglio, nel comprensorio sorano invece come ormai da molto tempo, con regolarità e senza stupore generale, si assiste e si tollera il solito via vai di autorità politiche.

Dalle celebri e spettacolari visite al nosocomio sorano della ex Presidente di Regione, Renata Polverini, che in piena emergenza benediva il modello Sora (?!), sottraendo però a causa della sua visita mezzi e uomini all’emergenza; passando per il Ministro Lorenzin, anch’essa occupata a rassicurare sulla presunta scure che dovrebbe colpire ancora una volta la sciagurata struttura sorana.

Infine, l’inaugurazione del centro servizi Leonardo, che ha ospitato la “strana coppia” Zingaretti, punta di diamante dei Democratici di sinistra, affiancato da Cippitelli, ex (?!) esponente del centrodestra locale, folgorato sulla via di Damasco nel febbraio scorso.

Sembrerebbe, ma nella realtà non è, che questa Città fosse oggetto di attenzioni “particolari” dei vari livelli di governo: invece, il bilancio è a saldi negativi e lo sfondo sociale a tinte scurissime Ne è una riprova tangibile e senza possibilità di appello, il recente accordo di programma presentato al Mise, contenente interventi per 91 milioni di euro (61 di competenza regionale), le cui risorse dovrebbero essere distribuite ai 31 Comuni dell’area industriale di Frosinone – Anagni – Fiuggi.

Orbene, ancora una volta uno schiaffo in pieno volto al territorio, l’ennesima occasione-speranza di rilancio persa, la prova incontrovertibile di debolezza non solo politica, ma di forma mentis, della popolazione e di una parte del ceto politico locale.

Puntualmente ad ogni tornata elettorale la Città è attraversata in lungo e in largo, da menestrelli pronti a dispensare le promesse più varie e mirabolanti, accompagnate sempre dai soliti mantra di rilancio e occupazione.

 A intervalli regolari, la città di Vittorio de Sica si trasforma in un set cinematografico. In questo set però non si gira un film, ma si gioca, senza rispetto e con superficialità con il destino di chi il territorio lo abita, colpevole o complice di non selezionare chi sappia “sponsorizzarli” ai piani alti e/o rappresentarli adeguatamente.

Al prossimo ciak…

 


bloglive_b0320ac5d7ddcaf69459680b71bf60bc-700x357Ascoltando una nota trasmissione sui canali televisivi nazionali, Presa diretta di Riccardo Jacona, sarà capitato a molti di imbattersi nelle tremende immagini e nei terrificanti dati scaturenti da una pratica che lentamente sta emergendo nei suoi particolari più crudi e drammatici: quella dello smaltimento illegale dei rifiuti.

Dopo il periodo di indagini infatti è esplosa come una bomba la notizia che dai verbali segretati, nelle confessioni di Schiavone, principale esponente del clan dei Casalesi, in zone del basso Lazio fossero stati smaltiti illegalmente, quindi senza nessuna precauzione, tonnellate di rifiuti anche industriali. Orbene, passato il primo momento di indignazione e preoccupazione, a cui è seguita la solita staffetta di rassicurazioni, un cono d’ombra è calato sulla vicenda: ad oggi nella nostra zona non è dato sapersi con ragionevole certezza se vi siano pericoli per la salute dei cittadini.

In merito, molti studiosi del settore pongono in luce, che l’insorgere di patologie tumorali o leucemiche presenti una gestazione molto lunga, per cui potrebbero esservi distorsioni temporali tra rilevazioni sulla qualità ambientale e sviluppo delle suddette patologie.

Purtroppo però, l’attenzione dei dibattiti pubblici è dirottata verso problemi considerati più pressanti e contingenti, come quelli economici e del lavoro, relegando ai margini o in una prospettiva di medio-lungo termine aspetti che invece sono fondamentali perché toccano la “vita” reale e oggettiva dei cittadini.

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Fare presto con l’istituzione di un registro dei tumori, monitorare costantemente la qualità dell’ambiente, fornire i dati senza filtri, attuare se necessario senza infiltrazioni criminali le bonifiche, non sono “capricci” di un popolazione preoccupata o scossa dalla cronaca, ma un dovere che chi rappresenta lo Stato sul territorio, deve sentire come urgente e primario, garantendo così il famigerato ma sempre più calpestato diritto alla salute sancito nell’art. 32 della carta costituzionale.


gestione-recupero-e-smaltimento-rifiuti-speciali-1La problematica dello smaltimento dei rifiuti rappresenta per le amministrazioni locali e per i cittadini di un territorio una delle problematiche più dense di implicazioni ma al contempo di opportunità, per due ordini di motivi.

Sotto il profilo economico infatti è noto che la obsoleta e inquinante metodologia dello smaltimento, sic et simpliciter in discarica, oltre che essere pericolosa per l’ambente, è altresì costosa, con squilibri e costi sempre crescenti per le finanze locali già stremate dai tagli governativi.

Altro limite è la circostanza che tale metodologia è circoscritta a un periodo temporale limitato, alla scadenza del quale, saturatasi la capacità della discarica si riprorrebbero i problemi.

Orbene, il trattamento dei rifiuti generà anche rischi ambientali, posto che ormai il fallimento dello smaltimento tradizionale è sotto gli occhi di tutti, con conseguenti bonifiche ambientali da attuare per rimediare ai danni prodotti alle falde acquifere e alla qualità dell’aria.

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Una soluzione spesso conseguita con difficoltà organizzative ma anche di implementazione nel tessuto sociale, in una cittadinanza troppo poco informata sopra il rapporto benefici/costi/opportunità, è rappresentato dalla raccolta differenziata.

Tuttavia, il dibattito e gli studi in zone con un approccio molto innovativo in tale materia, come l’Olanda e la Germania, ci indicano anche una terza via, da praticare in aggiunta e combinato alle altre: la “riutilizzazione dei prodotti”.

In sostanza si tratta di “estendere” la vita dei prodotti mediante il riutilizzo contribuendo all’obiettivo della conservazione delle risorse sia naturali che energetiche, e altresì conseguire l’obiettivo di una notevole riduzione delle emissioni di gas serra.

A tale risultato si connetterebbe un aspetto fondamentale: soddisfare la domanda dei consumatori senza la produzione di nuovi prodotti, generando anche economie di scala legate al ciclo di “riutilizzo” e quindi posti di lavoro!

In sintesi il riuso di materiali e beni comporta il “reinserimento” all’interno della sfera economica di prodotti che altrimenti sarebbero irrimediabilmente destinati alla discarica.

Da uno studio molto accurato e innovativo emerge come la metodologia utilizzata in un progetto di ricerca sviluppato da Occhio del Riciclone in partenariato con la Mercatino Srl, implementata correttamente non si propone solo come un nuovo approccio strategico.

Invero in linea con le migliori pratiche di gestione dei rifiuti e conformemente alla DIRETTIVA 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 il riutilizzo da scenario “auspicabile” nella gestione dei rifiuti in luogo del riciclo di materiali, diverrebbe un’opportunità di miglioramento ambientale, di sviluppo di una nuova sensibilità e infine di crescita di una nuova economia.

Nelle nostre amministrazioni locali a che punto stiamo, al di là delle sbandierate, cantierate e spesso deludenti programmazioni in materia di rifiuti?!

Tentar non nuoce…


2005-01-23-052Un viaggio breve o lungo che sia, per mete nazionali o estere, è pur sempre opportunità di confronto ed al contempo di arricchimento e riflessione.

Capita così che un improvviso e non programmato tour di fine estate tra le strade di Roma ed il litorale jonico, unisca e focalizzi come in uno di quei giochi di enigmistica, una dura e poco digeribile realtà tutta italiana, a cui purtroppo da qualche tempo anche la mia città contribuisce: l’abbandono intollerabile della sua storia e il degrado delle sue ricchezze naturali e architettoniche.

Dalla città eterna, nella quale sgomenti si assiste ad una modernità prepotente che cerca di soffocare le tipicità di un passato da preservare, passando alla città che ha visto il ritrovamento dei bronzi di Riace, e sul cui suolo il matematico Pitagora cercava le armonie del cosmo, i tratti comuni sono purtroppo molti. In un pomeriggio assolato, decido di visitare la splendida colonna di Era a capo Lacinio, ansioso di vedere quel che sui testi avevo letto.CapoColonna2007

Purtroppo, colonna e paesaggio a parte, ritrovo una situazione simile a quella di Rocca Sorella e altre bellezze della nostra zona. Aree che dovrebbero essere preservate o migliorate per una agevole fruibilità, ruderi e testimonianze di ciò che era bello, grande e maestoso, che dovrebbero essere l’anello di congiunzione tra un passato aureo ed un futuro da rifondare, sono ostaggio di una distruttrice indifferenza e di un degrado cinico e brutale.

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Malinconia, un senso di impotenza, frustrazione,  si impossessano di me mentre leggo i cartelli con date di scadenza dei lavori, non ultimati, quando percorro traballanti ed improponibili passerelle per i ruderi: mi richiamano alla mente come un pugno allo stomaco i vicoli sorani, i ruderi del tempio ritrovato occultati in discarica, il Castello dei sorani,  i film di De Sica, simboli ormai di un passato che la mano dell’uomo sta scolorendo.

Tornato dal viaggio, mentre costeggio la via di casa scorgo con lo sguardo triste e un pò rassegnato la mia città: penso ai segni del declino visti nel mio breve tour presenti anche a Sora, spesso non percepiti o peggio sottovalutati.

Rifletto su come i miei concittadini troppo spesso siano presi ed assorbiti in diatribe inconsistenti e in pettegolezzi, mentre i germi dell’ indifferenza corrodono ed erodono progressivamente i ponti di un passato ricco di storia.

Riecheggiano come un tic tac incessante il pensiero delle armonie di Pitagora “dimenticate” da chi ha partorito il rinascimento, la tenacia nel “combattere”  propria dei volsci che sembra non appartenere più ad una popolazione ormai assuefatta a tutto e a tutti, forse anche a se stessa.

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