“Terre dei fuochi” e basso Lazio: siamo davvero al sicuro?

febbraio 11, 2014


bloglive_b0320ac5d7ddcaf69459680b71bf60bc-700x357Ascoltando una nota trasmissione sui canali televisivi nazionali, Presa diretta di Riccardo Jacona, sarà capitato a molti di imbattersi nelle tremende immagini e nei terrificanti dati scaturenti da una pratica che lentamente sta emergendo nei suoi particolari più crudi e drammatici: quella dello smaltimento illegale dei rifiuti.

Dopo il periodo di indagini infatti è esplosa come una bomba la notizia che dai verbali segretati, nelle confessioni di Schiavone, principale esponente del clan dei Casalesi, in zone del basso Lazio fossero stati smaltiti illegalmente, quindi senza nessuna precauzione, tonnellate di rifiuti anche industriali. Orbene, passato il primo momento di indignazione e preoccupazione, a cui è seguita la solita staffetta di rassicurazioni, un cono d’ombra è calato sulla vicenda: ad oggi nella nostra zona non è dato sapersi con ragionevole certezza se vi siano pericoli per la salute dei cittadini.

In merito, molti studiosi del settore pongono in luce, che l’insorgere di patologie tumorali o leucemiche presenti una gestazione molto lunga, per cui potrebbero esservi distorsioni temporali tra rilevazioni sulla qualità ambientale e sviluppo delle suddette patologie.

Purtroppo però, l’attenzione dei dibattiti pubblici è dirottata verso problemi considerati più pressanti e contingenti, come quelli economici e del lavoro, relegando ai margini o in una prospettiva di medio-lungo termine aspetti che invece sono fondamentali perché toccano la “vita” reale e oggettiva dei cittadini.

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Fare presto con l’istituzione di un registro dei tumori, monitorare costantemente la qualità dell’ambiente, fornire i dati senza filtri, attuare se necessario senza infiltrazioni criminali le bonifiche, non sono “capricci” di un popolazione preoccupata o scossa dalla cronaca, ma un dovere che chi rappresenta lo Stato sul territorio, deve sentire come urgente e primario, garantendo così il famigerato ma sempre più calpestato diritto alla salute sancito nell’art. 32 della carta costituzionale.

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