Nicola Ottaviani, la sibilla cumana e la gattopardesca realtà dei fatti

maggio 21, 2013


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Molti mesi fa, nell’imminenza delle elezioni Comunali frusinati, il candidato a Sindaco, Avvocato Nicola Ottaviani aveva più volte pubblicamente affermato di voler riportare legalità e trasparenza ad una amministrazione sconquassata da opacità, dissidi, e polemiche a non finire. «Neanche a Corleone succedono queste cose” – tuonò l’allora candidato a sindaco Nicola Ottaviani in merito al concorso per istruttore direttivo al COL- “si riparlerà dopo il voto, una volta insediata la nuova amministrazione», Peccato che il finale sia andato oltre ogni limite di immaginazione assumendo i caratteri di un grottesco reality.

 

Nel contempo, eletto Sindaco, si è svolto il concorso temporaneamente sospeso in campagna elettorale, e molti di quei giovani partecipanti che speravano in un clima migliore, si sono trovati a recitare la parte di comparse di un film tragicomico già scritto, per le modalità con cui si è svolto e per l’esito finale.

 

Ma l’amarezza non terminò con la conclusione del concorso: il Sindaco, in un primo momento si erse a paladino della trasparenza, in quanto su sollecitazione di ben cinque candidati che formalmente misero in luce nero su bianco le presunte irregolarità, prese l’impegno di avviare un’indagine interna, paventando la possibilità di annullamento in quanto invalido e senza copertura finanziaria. Intanto, spirarono i giorni, i mesi, e come la sibilla cumana, oscillante fra “il forse che si –forse che no”, mentre esplodeva il problema dedito pubblico frusinate, nel ben mezzo del dibattito in merito alla spending review, non fece nulla per dare risposte concrete.

 

O meglio, formalmente non fece nulla, perché mentre i ragazzi ogni giorno guardavano l’albo pretorio per avere delucidazioni, sostanzialmente, in spregio al concorso bandito che prevedeva l’assunzione “a tempo indeterminato”, decideva di convertirlo “a tempo determinato”, con l’aggravante che di tale delibera non si è rinvenuta traccia fino a quando deliberata la conversione, con un accesso agli atti un candidato insospettito ha fatto emergere la “mancanza” sull’albo pretorio di tale delibera, con conseguente impossibilita di ricorso per i partecipanti.

 

Ma il funambolismo del primo cittadino è degno di una commedia di Plauto, e  così dopo la conversione si ritorna al principio di realtà amministrativa: invero, con la recentissima delibera di Giunta n° 146 dell’8 aprile ha provveduto a rideterminare la pianta organica per sovrannumero dei dipendenti, in stridente contrasto però con quanto deliberato con la conversione, e soprattutto con quanto affermato sul quotidiano “il messaggero”di voler accedere al fondo salva comuni per l’esigenza di spalmare il debito dell’ente in 10 anni.

 

In questa vicenda il primo cittadino, come in una commedia di Plauto ha cambiato più volte maschera, da garante della legalità, a indecisa sibilla cumana, per terminare con la gattopardiana ed italica figura di “homo novus” che cambia tutto affinchè nulla cambi. Peccato che le conseguenze di questa vicenda siano: un aggravio ulteriore di spesa per l’ente, un concorso farsa, uno schiaffo alla trasparenza amministrativa e alle speranze dei giovani partecipanti al concorso.

ottaviani

 

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