Un’altra tegola sul “pacchetto sicurezza”: disapplicata la disposizione sul carcere

agosto 10, 2011


La notizia era nell’aria, prevedibile e scontata per certi versi. Auspicata e reclamata a gran voce, ma non per questo scevra di conseguenze ed implicazioni politico-giuridiche.

La Cassazione si è pronunciata, nelle more della decisione dei colleghi di Lussemburgo, sulla controversa norma del pacchetto sicurezza che commina il carcere per ripetute inottemperanze all’ordine di espulsione. Gli ermellini di Palazzo Cavour già avevano demolito sancendone l’incostituzionalità, la parte dell’articolo 14 comma 5 quater che non prevedeva, in caso di mancato adempimento all’espulsione, la “scusante” del giustificato motivo. Nel caso di specie la scusante era rappresentata dalla condizione di indigenza del destinatario dell’ingiunzione al rimpatrio.

Invero con la sentenza 31869 i giudici della Cassazione hanno così delineato ed esplicitato il procedimento logico-giuridico della loro scelta, sul cui  oggetto l’art 14 co 5 quater c.p., anche la Corte di giustizia dovrà pronunciarsi, vagliandone quindi la compatibilità con la direttiva comunitaria sulle procedure applicabili agli stranieri (2008/115/Ce).

Orbene, proprio in ossequio alla sentenza di Lussemburgo, il mancato adempimento all’espulsione, secondo i giudici della suprema corte non deve essere più considerato reato, annullando così un’ordinanza di carcerazione cautelare adottata in base all’articolo oggetto dell’attenzione della Corte di giustizia che, su “invito” della Corte d’Appello di Trento, è chiamata a esprimersi sull’eventuale contrasto della norma interna con il diritto dell’Unione.

Conclusivamente, gli ermellini argomentano ed evidenziano che la circostanza della pendenza della questione pregiudiziale a Lussemburgo, per ragioni di opportunità suggerisce di annullare il provvedimento impugnato rinviando la causa al giudice di merito, nell’ottica della possibile cancellazione del reato. Infatti, sono molteplici gli indizi che fanno propendere per lo smantellamento della norma ad opera della Corte di Giustizia, in quanto contrastante con la direttiva 2008/115/Ce: il 1° aprile l’avvocato generale della Corte dell’Unione europea Jan Mazak, con forza ha altresì ribadito che il diritto europeo vigente esclude il carcere per l’inottemperanza all’ordine dell’autorità pubblica di lasciare il territorio nazionale nel termine prescritto.

Altra bacchettata in materia di diritti umani, altro segnale allarmante di come le soluzioni tampone e demagogiche alla lunga non risolvano problematiche complesse.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: